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12 maggio 2013

Comunicato sindaco

I Consiglieri Ariberti e Bonvicini hanno dato le dimissioni da Assessori.
Non è una cosa da nascondere ne da sottovalutare. E’ un atto serio e grave che mette in discussione la maggioranza della nostra Amministrazione. Per quanto mi riguarda è un atto spiacevole da un punto di vista umano e inaccettabile da un punto di vista formale. Ho solo ricevuto una lettera con la loro comunicazione che era venuto meno il rapporto di fiducia con il Sindaco. Nessuna spiegazione e nessuna telefonata per confrontarsi su eventuali problemi.
La nostra Amministrazione aveva fondato la sua esistenza su un gruppo che avrebbe dovuto affrontare i problemi,discuterli e poi dare, anche a maggioranza, un mandato univoco e condiviso a chi aveva il compito di amministrare. Il mancato rispetto di questo percorso dimostra che il gruppo è stato ancora una volta tradito e che i personalismi hanno preso il sopravvento.
Fino dall’inizio del mio mandato ho cercato di sottolineare che il vero problema del nostro paese erano le divisioni ed i personalismi fini a se stessi che non facevano altro che aumentare la divisione del paese. Cambiare registro e mentalità. Questa era la vera sfida.
Lavorare al progetto di unire il paese per affrontare tutti insieme i problemi e cercare di risolverli per il bene comune.
Sfida persa, almeno per quanto riguarda il gruppo che rappresento.
Il malcostume di ragionare sempre in funzione di una parte contro quell’altra è stato troppo insito in alcuni componenti del mio gruppo. Ed io non sono riuscito a far cambiare rotta.
Questo modo di pensare lascia spazio ai personalismi intesi come scelte fatte non con il buon senso ma con un occhio sempre a chi dovrebbe beneficiare delle scelte. Se sono gli amici bene sennò la scelta è sbagliata.
Ma c’è un altro aspetto importante. Il momento economico e sociale è veramente difficile. E’ sotto gli occhi di tutti che, malgrado questo, tante opere sono state portate a termine e tante altre stanno per iniziare. E in questo quadro le tasse non sono mai state aumentate, i servizi sono di piu’ e costano meno. Non mi pare sia poco. In questa situazione e con un programma da completare, i motivi che spingono due Assessori a dare le dimissioni devono essere molto seri e gravi. E devono essere spiegati con argomenti altrettanto seri ed oggettivi. Non possono essere motivi affrontati con leggerezza e tanto meno di ordine personale o caratteriale. Quando io ho tolto la fiducia a Luisa Brigo ho aspettato due mesi a farlo, incontrandomi con lei, con il gruppo e cercando di trovare una soluzione. Togliere la fiducia è una cosa spiacevole e seria. E non puo’ essere fatta per motivi personali. Amministrare una comunità è una cosa molto importante e difficile, ci vuole molta responsabilità e spirito di servizio. Quando conoscerò i motivi della decisione di Ariberti e Bonvicini cercherò di capire se e quando ho sbagliato, non ho mai rifiutato il confronto con alcuno,ho fatto le mie marce indietro quando ho capito che sbagliavo ma non ho mai accettato che chi è stato eletto Consigliere si senta unto dal Signore e creda di avere un potere da esercitare a scapito degli altri. Essere eletti significa mettere da parte il personalismo e lavorare per la comunità, tutta. Non smetterò mai di pensare e sottolineare che essere eletto non conferisce una specie di titolo onorifico che ti permette di conoscere le cose e di poter dire: io lo so come stanno le cose. Questo è il pensare di troppi di noi ed io ho sempre contestato a tanti che l’impegno non era sufficiente, che c’era bisogno di fare di più, di assumersi piu’ responsabilità. La mancanza di tempo doveva essere un motivo per non accettare la sfida, non può essere una scusante dopo. Io però ho sempre sopportato questa situazione perché alcune centinaia di persone mi avevano chiesto di amministrare il nostro paese e non mi sentivo di mandare tutto per aria anche se la mia insoddisfazione l’ho sempre manifestata.
Quanto hanno fatto Ariberti e Bonvicini è molto grave, c’è un bilancio da approvare, ci sono dei progetti da concludere e dei finanziamenti da portare a casa. I motivi che li hanno spinti a dimettersi devono essere molto seri e motivati per mettere a rischio l’Amministrazione, far arrivare un Commissario e rivotare tra un anno. Vuol dire mettere in gioco il futuro del paese. E’ una responsabilità molto grande quella che si sono presi, e dovranno ben motivarla di fronte a tutti, anche perché per qualcuno non è la prima volta. Il giochino di far saltare il Sindaco sta diventando una costante che non dimostra maturità da parte di chi lo esercita. Se uno non ha il coraggio di confrontarsi affrontando i problemi per cercare di risolverli ma invece solleva problemi tramando alle spalle con ragionamenti e considerazioni misere e meschine, dimostra solo la sua inadeguatezza al compito che gli è stato assegnato.
Io nel frattempo proseguo nel mio lavoro come ho sempre fatto, con poco aiuto ma rispettando il mandato avuto dai cittadini. Nominerò un altro Assessore e cercherò di mantenere gli impegni assunti.
Se qualcuno vorrà far finire questa esperienza se ne assumerà la paternità e questo dovrà essere chiaro a tutti. Ho assunto l’incarico di Sindaco per puro spirito di servizio anche se mi costava tempo e soldi. Non ho interessi in paese che mi facciano avere dei vantaggi a fare il Sindaco. Questo è difficile da capire perché nel passato ci sono stati troppi esempi opposti e perché la cultura del sospetto, il non voler capire che si deve ragionare in grande, la paura del cambiamento e le faide tra paesani sono caratteristiche troppo presenti nel nostro paese e, quindi, anche nella mia maggioranza.
Questo paese deve crescere, deve uscire dal guscio, non deve avere paura del cambiamento. Ma per far questo deve cambiare la mentalità delle persone, i giovani devono impegnarsi ed assumersi delle responsabilità per il bene comune. Allora qualcosa forse cambierà e Palù diventerà un paese migliore. Un caro saluto a tutti

Il vostro Sindaco
Francesco Farina